Mascherina Fashion Week

Mascherina fashion week

Due sere fa ho aperto un vino buono. Un Nobile di Montepulciano del 2011. Una bottiglia “di pregio”.

L’unica bottiglia di pregio che abbia mai posseduto.

Non è stato un gesto programmato. Non toccavo un goccio di alcol da giorni.

Mi sono detta “festeggio la mia capacità di resistenza in cattività”.

Chissà perché uso questa parla, al posto di “clausura” o “gabbia” o “quarantena”, forse perché dentro di me continuo a sentirmi un animale selvatico.

Ero soddisfatta di me stessa. Del mio tenere duro.

Del  mio non angosciarmi troppo, occuparmi le giornate.

Organizzo dirette con gli scrittori ogni giorno alle 17 su Instagram, continuo a realizzare servizi per il programma per cui lavoro. Leggo libri di filosofia. Mi cambio i vestiti tutti i giorni. Mi trucco.

Accendo la tv solo alle 20 per vedere Mentana e Lilli Gruber, affronto la conferenza stampa della protezione civile con interesse e coraggio.

Faccio sport.

Stappo quella bottiglia che era destinata ad altro.

Quella bottiglia presa nella prima vacanza insieme, tanto tempo fa,  “per brindare a noi”.

Invece ero lì da sola sul divano a brindare a me stessa e al mio resistere nella tempesta silenziosa. L’eroina della pandemia e del pensiero positivo.

“A me”

Mi dico. Brava Marta.

Al terzo sorso inizio a ridere di fronte alle foto che mi capita di vedere su Instagram di foulard brandizzati da usare al posto delle mascherine.

Inizio a immaginarmi un futuro in cui questa sarà la normalità. Vivremo chiusi in casa e usciremo solo ricoperti di mascherine e guanti dai colori abbinati.

Alla Milano Fashion Week vedremo sfilare, rigorosamente a porte chiuse  e in streaming dal nostro divano, collezioni di tute e pigiami.

In effetti il pigiama “da sera” era già diventato un must, c’è chi l’ha messo addirittura sulla montèe de marche di Cannes. Che non si dica poi che la moda non anticipa i costumi.

Vivremo nelle nostre prigioni casalinghe dotate di tutti in comfort. Film in streaming, ogni tipo di cibo e prelibatezza direttamente a casa nostra.

“Tesoro, avrei tanta voglia di involtini coreani”

“Amore, ordino subito, io mi sa che mi sparo un bel pad thai. Salsa di soia?”

I cinema diventeranno dei musei antropologici che organizzeranno tour virtuali on line. “Guardate quando la gente si ammassava per vedere un film! Chissà quanti germi!”

Ventenni nerd appassionati di videogiochi svilupperanno ogni tipo di app.

Da quella per fare l’aperitivo con gli amici in videoconferenza (ah scusate, quella c’è già) a quella che ti permetterà di fingere di camminare in un parco.

Selezionare: Central Park, New York

                         St. Regent’s Park, Londra

                         Parco Sempione, Milano

Forse le relazioni diventeranno più semplici, impedendo vie d’uscita. Oppure ci rassegneremo all’individualismo. Vivremo tutti soli, organizzando appuntamenti ad hoc per ogni tipo di esigenza.

Selezionare: Cena elegante

                         Trombamico senza impegno, ma tante risate

                         Riproduzione

E ci incontreremo tenendo cartelle cliniche ed esami del sangue in mano. Anzi verrà organizzata una banca dati.

“No, mi spiace, hai avuto la varicella a cinque anni, non mi fido del tuo livello batteriologico”

“Ah no, mangi carne, non credo che le tue difese immunitarie siano sufficientemente sviluppate, preferisco non rischiare”.

Nella migliore delle ipotesi ricominceremo a leggere i libri. Ma di questo non ne sono così sicura.

Al terzo bicchiere mi immagino matrimoni in tute antivirali, con la sposa che invece che alzare il velo si abbassa la mascherina. Brividi.

Finito il bicchiere mi domando davvero se tutto questo non finirà mai. Se saremo costretti ad accogliere questo stato, davvero, come un nuovo presente. Forse potrà anche essere divertente, una volta che ci abitueremo.

Decido di riportare il Nobile di Montepulciano in cucina. Non perché non abbia più voglia di berlo, ma vorrei conservarlo per i giorni a venire.

Accendo la tv.

Le immagini delle camionette militari che portano le salme fuori dalla città di Bergamo stravolge la mia vista annebbiata.

La testa inizia a farmi male, ma non credo sia solo il vino.

Tutto inizia improvvisamente a crollare

Gli esercizi a casa seguendo la app della pazza psicopatica americana

Le interviste

Le cose che scrivo

Il rossetto

Difendere quello che si pensava di essere e il mondo in cui si pensava di vivere

Trattengo il respiro.

“Che cosa ti serve per tornare a respirare?” chiede Parker Posey a Joaquin Phoenix in Irrational Man di Woody Allen

“La voglia di tornare a respirare” risponde lui.

Autore: Marta Perego

Giornalista, lettrice, curiosa

1 commento su “Mascherina Fashion Week”

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